MAGDA DECORI A MANO

 

LA PORCELLANA , LE SUE ORIGINI, LA SUA STORIA

PER CONOSCENZA ELENCHIAMO UN PO’ DI STORIA DELLA PIU’ FAMOSA FABBRICA ITALIANA DI DECORI SU PORCELLANA .

MANIFATTURE RICHARD GINORI
La storia -
La mani- fattura di Doccia a Sesto fiorentino nasce nel 1735. Siamo nel periodo in cui Cosimo III de Medici avvia a una crisi che porta alla successione dei Lorena nel Granducato di Toscana che si trova quindi ad affrontare un difficilissimo momento storico, a cavallo tra il dominio mediceo e quello austriaco dei Lorena; in questo clima di forte recessione anche gli illuminati Lorena riescono a fatica a risollevare le sorti del paese. E' sotto tale dominio che, come spesso succede, importantissimi personaggi aristocratici si attivano per contribuire alla rinascita economica e politica della Toscana e di Firenze in particolare.
Carlo Ginori è tra questi: nato nel 1702 e divenuto marchese nel 1739, avendo sposato Elisabetta dei principi Corsini, nipote di papa Clemente XIII, dà un contributo notevole e decisivo al risanamento della situazione, fondando la famosa manifattura nella quale vengono prodotti oggetti di finissima porcellana. Già la sua famiglia aveva dato al Granducato 75 priori, 5 gonfalonieri di giustizia e al principato mediceo, 7 senatori.

Carlo Ginori "scienziato dilettante" dà così un enorme supporto economico al Granducato, introducendo sul mercato un nuovo composto che prende il posto del vecchio masso bastardo, la porcellana appunto, e comincia a produrre oggetti di altissimo pregio ed enorme qualità. La porcellana era già stata scoperta dai cinesi intorno all'anno 1000; si ricavava dall' impasto di materiale feldspatico, cioè caolin e petuntse.
Il primo prodotto deriva da una decomposizione naturale della roccia e l'altro dalla finissima macinatura della roccia medesima. Ad una cottura in forno a circa 1.300°, il caolin rimane intatto, conservando la forma dell'oggetto e il petuntse, fondendosi, ne definisce la solidità; a cottura ultimata ne esce un impasto di pasta compatta impermeabile, dura e traslucida. Ad onor del vero, la commercializzazione della porcellana era già iniziata nel '600 con i fitti traffici commerciali tra l'Oriente e l'Olanda con passaggio in Italia da Faenza, ma grazie alla manifattura di Ginori, il mercato dell'oggettistica di pregio si ampliò notevolmente.
Prima dell'introduzione della porcellana in Italia, come nel resto dell'Europa, venivano prodotti oggetti in ceramica tenera ricoperta da spessi strati di vernice a stagno, capace di assumere una straordinaria lucentezza e una enorme varietà coloristica di decorazioni. Fu in quel periodo che in Sassonia e precisamente a Meisen, nei pressi di Dresda, nacque la fabbrica reale di porcellana di Sassonia, la prima a produrre porcellana europea in tutto e per tutto identica alla porcellana cinese.Da quel momento in poi quasi tutte le corti europee cominciarono ad avere una produzione propria quasi esclusivamente riservata alla corte. Il segreto della porcellana di Meisen, che era rimasto gelosamente custodito per alcuni anni, finì per essere richiesto e venduto alle varie corti europee dagli alchimisti conoscitori dei vari procedimenti dell'impasto; siamo intorno all'anno 1735. Verso la metà del XVIII secolo nacquero sempre più fabbriche prima fra tutte quella di Sevres in Francia e Capodimonte a Napoli sotto il dominio di Carlo III.
E' nello stesso periodo che sorge in Toscana la manifattura Ginori che rimane per molto tempo il più importante nucleo di produzione di porcellana in Italia anche perchè Carlo III, divenuto re di Spagna, trasferì la fabbrica di Capodimonte nel palazzo reale di Buen a Madrid. Le prime produzioni docciane dell'epoca sono costituite da grandi complessi statuari e da bassorilievi istoriati che adornavano i servizi da tavola.

 

PER CONOSCENZA ELENCHIAMO UN PO’ DI STORIA DELLA PIU’ FAMOSA FABBRICA ITALIANA DI DECORI SU PORCELLANA .

MANIFATTURE RICHARD GINORI La ceramica di Sesto Fiorentino.
A Sesto Fiorentino si sono fabbricati oggetti ceramici fin dal V millennio a.C., ne danno testimonianza varie campagne archeologiche e molteplici ritrovamenti casuali effettuati nel territorio sestese, alcuni di rilevante importanza come gli straordinari episodi delle tombe della Montagnola e della Mula (VII sec. a.C.) di epoca etrusca. Altri esempi di epoche successive sono del tipo a superfici scabre e ornate con squame e striature. Si tratta di materiale di buona fattura artigianale l'antenato di una tradizione manifatturiera che ha raggiunto negli ultimi due secoli risultati importanti sia da un punto di vista qualitativo che produttivo. Ma la storia della ceramica sestese nasce in realtà in epoca moderna con il fenomeno della Manifattura Ginori (1737), intorno alla quale nel periodo a cavallo fra Ottocento e Novecento è nato un comprensorio produttivo diversificato e specializzato.

La Manifattura era nata per realizzare porcellane di altissima qualità, ma si era da sempre dedicata alla produzione di maioliche d'uso comune, affiancandola con le linee di materiale edilizio ed industriale, che la cessione ai Richard, nel 1896, aveva intensificato. E' impossibile dimenticare gli isolatori elettrici in bianca porcellana, dalla forma circolare con la tipica farfallina nera d'accensione, soluzione originale e raffinata per rispondere al progresso dei primi del Novecento ed alle esigenze della ricca borghesia della Belle Epoque. La Manifattura era stata elemento catalizzatore per il territorio sestese, fin dalla sua fondazione e nel corso dell'Ottocento assunse un ruolo guida, anche in termini formativi per le maestranze nei decenni protoindustriali della storia Toscana. Intorno agli anni '70 dell'Ottocento la Ginori trasformò la sua struttura verso linee produttive seriali e ciò richiese forti incrementi occupazionali, le maestranze passarono da 500 a circa 1500 e si raggiunsero i 5 milioni di pezzi prodotti.

In questo contesto nel 1873 fu istituita la Scuola di disegno industriale (trasformata nel 1859 in Istituto d'arte ) con l'obbiettivo di formare professionalmente lavoratori qualificati per il settore ceramico in un momento di espansione della Ginori e del settore in genere. In conseguenza di un trend economico positivo, del moltiplicarsi delle richieste e della produzione, nacquero nuovi laboratori artigianali. Alcuni operai qualificati lasciarono la Ginori e fondarono attività in proprio, in prevalenza a conduzione familiare e talvolta in forma cooperativa, imponendosi sul mercato con produzioni di maioliche e terraglie anche artigianali e di pregio. Per esempio nel 1891 fu fondata la Societa' Ceramica Colonnata; intorno al 1896 fu la volta della Societa' Industriale per la fabbricazione di Maioliche Artistiche, che nel 1905 fu acquisita da Egisto Fantechi.

Anche in seguito, in conseguenza di momenti di trasformazione della Richard-Ginori, come negli anni '20 dopo la crisi conseguente alla Prima Guerra Mondiale, si formarono nuove manifatture artigianali, che raggiunsero il numero di 30, alla vigilia del Secondo conflitto mondiale. Le piccole manifatture di Sesto erano dedite a raffinate produzioni artigianali, frutto dell'abilità e delle capacità personali di disegnatori e ceramisti, se pur sviluppate nell'ambito del gusto delle tendenze artistiche della loro epoca, seppero anche sviluppare linguaggi artigianali ed espressivi autonomi. Forte era il richiamo con la tradizione ceramica, sia nelle forme che nei decori, e fonte di ispirazione primaria era l'icona del mondo classico, filtrato dalle elaborazioni e dagli insegnamenti accademici, secondo il gusto neo rinascimentale dell'epoca umbertina e il linguaggio del liberty italiano.


La storia -
La mani- fattura di Doccia a Sesto fiorentino nasce nel 1735. Siamo nel periodo in cui Cosimo III de Medici avvia a una crisi che porta alla successione dei Lorena nel Granducato di Toscana che si trova quindi ad affrontare un difficilissimo momento storico, a cavallo tra il dominio mediceo e quello austriaco dei Lorena; in questo clima di forte recessione anche gli illuminati Lorena riescono a fatica a risollevare le sorti del paese. E' sotto tale dominio che, come spesso succede, importantissimi personaggi aristocratici si attivano per contribuire alla rinascita economica e politica della Toscana e di Firenze in particolare.
Carlo Ginori è tra questi: nato nel 1702 e divenuto marchese nel 1739, avendo sposato Elisabetta dei principi Corsini, nipote di papa Clemente XIII, dà un contributo notevole e decisivo al risanamento della situazione, fondando la famosa manifattura nella quale vengono prodotti oggetti di finissima porcellana. Già la sua famiglia aveva dato al Granducato 75 priori, 5 gonfalonieri di giustizia e al principato mediceo, 7 senatori.

Carlo Ginori "scienziato dilettante" dà così un enorme supporto economico al Granducato, introducendo sul mercato un nuovo composto che prende il posto del vecchio masso bastardo, la porcellana appunto, e comincia a produrre oggetti di altissimo pregio ed enorme qualità. La porcellana era già stata scoperta dai cinesi intorno all'anno 1000; si ricavava dall' impasto di materiale feldspatico, cioè caolin e petuntse.
Il primo prodotto deriva da una decomposizione naturale della roccia e l'altro dalla finissima macinatura della roccia medesima. Ad una cottura in forno a circa 1.300°, il caolin rimane intatto, conservando la forma dell'oggetto e il petuntse, fondendosi, ne definisce la solidità; a cottura ultimata ne esce un impasto di pasta compatta impermeabile, dura e traslucida. Ad onor del vero, la commercializzazione della porcellana era già iniziata nel '600 con i fitti traffici commerciali tra l'Oriente e l'Olanda con passaggio in Italia da Faenza, ma grazie alla manifattura di Ginori, il mercato dell'oggettistica di pregio si ampliò notevolmente.
Prima dell'introduzione della porcellana in Italia, come nel resto dell'Europa, venivano prodotti oggetti in ceramica tenera ricoperta da spessi strati di vernice a stagno, capace di assumere una straordinaria lucentezza e una enorme varietà coloristica di decorazioni. Fu in quel periodo che in Sassonia e precisamente a Meisen, nei pressi di Dresda, nacque la fabbrica reale di porcellana di Sassonia, la prima a produrre porcellana europea in tutto e per tutto identica alla porcellana cinese.Da quel momento in poi quasi tutte le corti europee cominciarono ad avere una produzione propria quasi esclusivamente riservata alla corte. Il segreto della porcellana di Meisen, che era rimasto gelosamente custodito per alcuni anni, finì per essere richiesto e venduto alle varie corti europee dagli alchimisti conoscitori dei vari procedimenti dell'impasto; siamo intorno all'anno 1735. Verso la metà del XVIII secolo nacquero sempre più fabbriche prima fra tutte quella di Sevres in Francia e Capodimonte a Napoli sotto il dominio di Carlo III.
E' nello stesso periodo che sorge in Toscana la manifattura Ginori che rimane per molto tempo il più importante nucleo di produzione di porcellana in Italia anche perchè Carlo III, divenuto re di Spagna, trasferì la fabbrica di Capodimonte nel palazzo reale di Buen a Madrid. Le prime produzioni docciane dell'epoca sono costituite da grandi complessi statuari e da bassorilievi istoriati che adornavano i servizi da tavola.

La manifattura dà sempre un'impronta spiccatamente italiana e soprattutto fiorentina a tutti i suoi prodotti: dal barocco passa al rococò fino ad arrivare al 1850/51 anno in cui venne prodotto il famoso vaso dei Medici. In seguito e precisamente nell'anno 1896, a causa di dissesti finanziari, i marchesi Ginori sono costretti a vendere la Manifattura di Doccia al produttore di ceramiche milanese Richard. La nuova produzione Richard-Ginori, nei primi anni del '900, tende a dare all'oggetto in porcellana una valenza d'oggetto d'arredo decorato e particolarmente ricercato, in linea con le richieste e il gusto stilistico dell'epoca grazie al nuovo direttore artistico della manifattura, l'architetto Giò Ponti. Con il passare dei decenni, la manifattura di Doccia mantiene sempre inalterato il proprio stile da protagonista nel settore specifico della porcellana. Dopo svariate ed alterne vicende, la Richard Ginori approda ai giorni nostri sempre con l'inequivocabile gusto stilistico e la ricercatezza delle forme e del prodotto, tuttora garantito dalla realtà produttiva della manifattura, il cui nome è rimasto invariato "Richard Ginori 1735" anche se la parte commerciale è stata incarnata recentemente dalla società "Negozi Richard Ginori s.r.l.".

I Negozi Richard Ginori Nonostante siano passati più di due secoli e mezzo, la favolosa tradizione artigianale del manufatto toscano, viene tuttora garantita. Chi ama il bello, la raffinatezza, ma anche la praticità e l'utilità del prodotto, non trova miglior referente che in uno dei 10 punti vendita della catena dei Negozi Richard Ginori, ubicati nei maggiori capoluoghi di provincia dell'Italia centro-settentrionale, in posizioni logistiche estremamente centrali e di prestigio. Basti vedere il negozio Richard Ginori di Bologna, sito dal 1901 in uno splendido edificio del '700 in Via Rizzoli N° 10, proprio di fronte a Piazza Maggiore.
Grande sarà la festa che nel prossimo anno coronerà i primi cento anni di attività del negozio di Bologna tra cui anche la partecipazione alla 12° edizione di Profilo Donna. Entrando nei negozi Richard Ginori, il cliente si trova immediatamente a proprio agio, accolto da personale preparato e altamente qualificato, pronto a seguire con professionalità le richieste del cliente. Vastissima è la varietà dei prodotti selezionatissimi e sempre garantiti dal nome dei Negozi Richard Ginori.

Oltre alle favolose porcellane riccamente decorate, si possono trovare numerose varietà di cristalli: dal Baccarat al vetro di Murano soffiato a bocca, dagli argenti più prestigiosi agli accessori in pelle firmati Gilli. Esiste infatti una esclusiva linea di borse (l'ultima produzione artigianale nata in casa Negozi Richard Ginori) per garantire alle clienti, uno stile di vita all'insegna del bello non solo a tavola, ma anche nel tempo libero.
Le borse di Gilli sono prodotte infatti da un sapiente e ricercatissimo artigiano toscano, da sempre estremamente qualificato nella produzione di accessori in pelle da inserire nel circuito dell'alta moda. Un appuntamento molto importante ricco di grandi stimoli e di creatività per i Negozi Richard Ginori è Natale.
Ogni anno, a dicembre i vari punti vendita, offrono alla clientela una quantità di proposte davvero molto ampia: dai piccoli pensierini ai regali importanti, tutti in ogni caso di indiscutibile qualità. Al passo con i tempi i Negozi Richard Ginori, hanno messo a punto anche un ricchissimo catalogo per la regalistica aziendale dal quale attingono sia piccole che grandi inprese.La ceramica di Sesto Fiorentino.
A Sesto Fiorentino si sono fabbricati oggetti ceramici fin dal V millennio a.C., ne danno testimonianza varie campagne archeologiche e molteplici ritrovamenti casuali effettuati nel territorio sestese, alcuni di rilevante importanza come gli straordinari episodi delle tombe della Montagnola e della Mula (VII sec. a.C.) di epoca etrusca. Altri esempi di epoche successive sono del tipo a superfici scabre e ornate con squame e striature. Si tratta di materiale di buona fattura artigianale l'antenato di una tradizione manifatturiera che ha raggiunto negli ultimi due secoli risultati importanti sia da un punto di vista qualitativo che produttivo. Ma la storia della ceramica sestese nasce in realtà in epoca moderna con il fenomeno della Manifattura Ginori (1737), intorno alla quale nel periodo a cavallo fra Ottocento e Novecento è nato un comprensorio produttivo diversificato e specializzato.

La Manifattura era nata per realizzare porcellane di altissima qualità, ma si era da sempre dedicata alla produzione di maioliche d'uso comune, affiancandola con le linee di materiale edilizio ed industriale, che la cessione ai Richard, nel 1896, aveva intensificato. E' impossibile dimenticare gli isolatori elettrici in bianca porcellana, dalla forma circolare con la tipica farfallina nera d'accensione, soluzione originale e raffinata per rispondere al progresso dei primi del Novecento ed alle esigenze della ricca borghesia della Belle Epoque. La Manifattura era stata elemento catalizzatore per il territorio sestese, fin dalla sua fondazione e nel corso dell'Ottocento assunse un ruolo guida, anche in termini formativi per le maestranze nei decenni protoindustriali della storia Toscana. Intorno agli anni '70 dell'Ottocento la Ginori trasformò la sua struttura verso linee produttive seriali e ciò richiese forti incrementi occupazionali, le maestranze passarono da 500 a circa 1500 e si raggiunsero i 5 milioni di pezzi prodotti.

In questo contesto nel 1873 fu istituita la Scuola di disegno industriale (trasformata nel 1859 in Istituto d'arte ) con l'obbiettivo di formare professionalmente lavoratori qualificati per il settore ceramico in un momento di espansione della Ginori e del settore in genere. In conseguenza di un trend economico positivo, del moltiplicarsi delle richieste e della produzione, nacquero nuovi laboratori artigianali. Alcuni operai qualificati lasciarono la Ginori e fondarono attività in proprio, in prevalenza a conduzione familiare e talvolta in forma cooperativa, imponendosi sul mercato con produzioni di maioliche e terraglie anche artigianali e di pregio. Per esempio nel 1891 fu fondata la Societa' Ceramica Colonnata; intorno al 1896 fu la volta della Societa' Industriale per la fabbricazione di Maioliche Artistiche, che nel 1905 fu acquisita da Egisto Fantechi.

Anche in seguito, in conseguenza di momenti di trasformazione della Richard-Ginori, come negli anni '20 dopo la crisi conseguente alla Prima Guerra Mondiale, si formarono nuove manifatture artigianali, che raggiunsero il numero di 30, alla vigilia del Secondo conflitto mondiale. Le piccole manifatture di Sesto erano dedite a raffinate produzioni artigianali, frutto dell'abilità e delle capacità personali di disegnatori e ceramisti, se pur sviluppate nell'ambito del gusto delle tendenze artistiche della loro epoca, seppero anche sviluppare linguaggi artigianali ed espressivi autonomi. Forte era il richiamo con la tradizione ceramica, sia nelle forme che nei decori, e fonte di ispirazione primaria era l'icona del mondo classico, filtrato dalle elaborazioni e dagli insegnamenti accademici, secondo il gusto neo rinascimentale dell'epoca umbertina e il linguaggio del liberty italiano. La ceramica di Sesto Fiorentino.
A Sesto Fiorentino si sono fabbricati oggetti ceramici fin dal V millennio a.C., ne danno testimonianza varie campagne archeologiche e molteplici ritrovamenti casuali effettuati nel territorio sestese, alcuni di rilevante importanza come gli straordinari episodi delle tombe della Montagnola e della Mula (VII sec. a.C.) di epoca etrusca. Altri esempi di epoche successive sono del tipo a superfici scabre e ornate con squame e striature. Si tratta di materiale di buona fattura artigianale l'antenato di una tradizione manifatturiera che ha raggiunto negli ultimi due secoli risultati importanti sia da un punto di vista qualitativo che produttivo. Ma la storia della ceramica sestese nasce in realtà in epoca moderna con il fenomeno della Manifattura Ginori (1737), intorno alla quale nel periodo a cavallo fra Ottocento e Novecento è nato un comprensorio produttivo diversificato e specializzato.

La Manifattura era nata per realizzare porcellane di altissima qualità, ma si era da sempre dedicata alla produzione di maioliche d'uso comune, affiancandola con le linee di materiale edilizio ed industriale, che la cessione ai Richard, nel 1896, aveva intensificato. E' impossibile dimenticare gli isolatori elettrici in bianca porcellana, dalla forma circolare con la tipica farfallina nera d'accensione, soluzione originale e raffinata per rispondere al progresso dei primi del Novecento ed alle esigenze della ricca borghesia della Belle Epoque. La Manifattura era stata elemento catalizzatore per il territorio sestese, fin dalla sua fondazione e nel corso dell'Ottocento assunse un ruolo guida, anche in termini formativi per le maestranze nei decenni protoindustriali della storia Toscana. Intorno agli anni '70 dell'Ottocento la Ginori trasformò la sua struttura verso linee produttive seriali e ciò richiese forti incrementi occupazionali, le maestranze passarono da 500 a circa 1500 e si raggiunsero i 5 milioni di pezzi prodotti.

In questo contesto nel 1873 fu istituita la Scuola di disegno industriale (trasformata nel 1859 in Istituto d'arte ) con l'obbiettivo di formare professionalmente lavoratori qualificati per il settore ceramico in un momento di espansione della Ginori e del settore in genere. In conseguenza di un trend economico positivo, del moltiplicarsi delle richieste e della produzione, nacquero nuovi laboratori artigianali. Alcuni operai qualificati lasciarono la Ginori e fondarono attività in proprio, in prevalenza a conduzione familiare e talvolta in forma cooperativa, imponendosi sul mercato con produzioni di maioliche e terraglie anche artigianali e di pregio. Per esempio nel 1891 fu fondata la Societa' Ceramica Colonnata; intorno al 1896 fu la volta della Societa' Industriale per la fabbricazione di Maioliche Artistiche, che nel 1905 fu acquisita da Egisto Fantechi.

Anche in seguito, in conseguenza di momenti di trasformazione della Richard-Ginori, come negli anni '20 dopo la crisi conseguente alla Prima Guerra Mondiale, si formarono nuove manifatture artigianali, che raggiunsero il numero di 30, alla vigilia del Secondo conflitto mondiale. Le piccole manifatture di Sesto erano dedite a raffinate produzioni artigianali, frutto dell'abilità e delle capacità personali di disegnatori e ceramisti, se pur sviluppate nell'ambito del gusto delle tendenze artistiche della loro epoca, seppero anche sviluppare linguaggi artigianali ed espressivi autonomi. Forte era il richiamo con la tradizione ceramica, sia nelle forme che nei decori, e fonte di ispirazione primaria era l'icona del mondo classico, filtrato dalle elaborazioni e dagli insegnamenti accademici, secondo il gusto neo rinascimentale dell'epoca umbertina e il linguaggio del liberty italiano.

La manifattura dà sempre un'impronta spiccatamente italiana e soprattutto fiorentina a tutti i suoi prodotti: dal barocco passa al rococò fino ad arrivare al 1850/51 anno in cui venne prodotto il famoso vaso dei Medici. In seguito e precisamente nell'anno 1896, a causa di dissesti finanziari, i marchesi Ginori sono costretti a vendere la Manifattura di Doccia al produttore di ceramiche milanese Richard. La nuova produzione Richard-Ginori, nei primi anni del '900, tende a dare all'oggetto in porcellana una valenza d'oggetto d'arredo decorato e particolarmente ricercato, in linea con le richieste e il gusto stilistico dell'epoca grazie al nuovo direttore artistico della manifattura, l'architetto Giò Ponti. Con il passare dei decenni, la manifattura di Doccia mantiene sempre inalterato il proprio stile da protagonista nel settore specifico della porcellana. Dopo svariate ed alterne vicende, la Richard Ginori approda ai giorni nostri sempre con l'inequivocabile gusto stilistico e la ricercatezza delle forme e del prodotto, tuttora garantito dalla realtà produttiva della manifattura, il cui nome è rimasto invariato "Richard Ginori 1735" anche se la parte commerciale è stata incarnata recentemente dalla società "Negozi Richard Ginori s.r.l.".

I Negozi Richard Ginori Nonostante siano passati più di due secoli e mezzo, la favolosa tradizione artigianale del manufatto toscano, viene tuttora garantita. Chi ama il bello, la raffinatezza, ma anche la praticità e l'utilità del prodotto, non trova miglior referente che in uno dei 10 punti vendita della catena dei Negozi Richard Ginori, ubicati nei maggiori capoluoghi di provincia dell'Italia centro-settentrionale, in posizioni logistiche estremamente centrali e di prestigio. Basti vedere il negozio Richard Ginori di Bologna, sito dal 1901 in uno splendido edificio del '700 in Via Rizzoli N° 10, proprio di fronte a Piazza Maggiore.
Grande sarà la festa che nel prossimo anno coronerà i primi cento anni di attività del negozio di Bologna tra cui anche la partecipazione alla 12° edizione di Profilo Donna. Entrando nei negozi Richard Ginori, il cliente si trova immediatamente a proprio agio, accolto da personale preparato e altamente qualificato, pronto a seguire con professionalità le richieste del cliente. Vastissima è la varietà dei prodotti selezionatissimi e sempre garantiti dal nome dei Negozi Richard Ginori.

Oltre alle favolose porcellane riccamente decorate, si possono trovare numerose varietà di cristalli: dal Baccarat al vetro di Murano soffiato a bocca, dagli argenti più prestigiosi agli accessori in pelle firmati Gilli. Esiste infatti una esclusiva linea di borse (l'ultima produzione artigianale nata in casa Negozi Richard Ginori) per garantire alle clienti, uno stile di vita all'insegna del bello non solo a tavola, ma anche nel tempo libero.
Le borse di Gilli sono prodotte infatti da un sapiente e ricercatissimo artigiano toscano, da sempre estremamente qualificato nella produzione di accessori in pelle da inserire nel circuito dell'alta moda. Un appuntamento molto importante ricco di grandi stimoli e di creatività per i Negozi Richard Ginori è Natale.
Ogni anno, a dicembre i vari punti vendita, offrono alla clientela una quantità di proposte davvero molto ampia: dai piccoli pensierini ai regali importanti, tutti in ogni caso di indiscutibile qualità. Al passo con i tempi i Negozi Richard Ginori, hanno messo a punto anche un ricchissimo catalogo per la regalistica aziendale dal quale attingono sia piccole che grandi inprese.

Porcellana:composto , formato in genere da caolino, quarzo e feldspato; compatto, bianco madreperlaceo, più o meno traslucido. La porcellana dura cuoce a temperatura variabile fra i 1280° e i 1300°. Antico prodotto dell'Estremo Oriente, esso fu introdotto in Europa soltanto agli inizi del XVIII secolo.La scoperta e l'uso della ceramica risalgono agli albori della storia e sono il frutto della terra fissata nella sua forma dal fuoco. Il prodotto più raffinato degli elementi che costituiscono la ceramica è la PORCELLANA: caulino e feldspato amalgamati dai Cinesi fino al perfetto equilibrio dei due elementi arrivano in Europa tramite gli scritti di Marco Polo nel XIII secolo.Soltanto nel XV secolo i missionari gesuiti ne importarono in Europa alcuni esemplari decorati in bianco e blu, gli Italiani furono i primi a conoscerli. La sua composizione rimase a lungo un mistero ed anche per questo motivo ad essa venivano attribuite virtù magiche. In effetti, grazie alla sua compattezza, "l'oro bianco" non favorisce la formazione di batteri e, a prescindere dalle sue virtù, era ritenuta preziosissima e molto ambita. Se ne inizia l'importazione e il commercio in Europa nel XVII secolo; carissima ed accessibile a pochi se ne ricercò a lungo la formula della composizione attraverso infiniti tentativi non altrettanto riusciti sia per colore che per consistenza. Con la produzione europea si diffuse l'uso di vasellame e oggetti in porcellana tenera anche tra i borghesi finché nel secolo successivo un certo Bottger raggiunse la giusta alchimia della porcellana creando per Augusto il Forte, Elettore di Sassonia, il primo vero oggetto in porcellana dura, come quella cinese, il cui segreto rimase patrimonio esclusivo della Manifattura di Meissen in Sassonia e si ispirava per forme e decorazioni a quella di tradizione cinese. Inganni, angherie, lucro, ruotarono a lungo intorno all'arcano finchè non arrivò alla Manifattura di Vienna e successivamente in tutta Europa.In Russia, invece la porcellana dura fu prodotta attraverso proprie sperimentazioni. Ancora oggi l'antica Manifattura di Meissen conserva un assoluto indubbio valore e sempre a Meissen che Horoldt aprì quello che oggi chiameremmo uno studio di pittura su porcellana e impose il suo stile, in parte ispirato ai modelli dell'Estremo Oriente, per poi passare al barocco, neoclassico e via di seguito. Attraversando il XIX secolo gli stili precedenti si mescolarono amalgamandosi per giungere ai motivi sinuosi dell'inizio del nostro secolo fino ai nostri giorni in cui la ricerca di nuove soluzioni prosegue. La scoperta dei risultati dopo la cottura in forno a 750°C, anche per chi non ha attitudini grafiche, costituisce un momento formativo assolutamente entusiasmante e stimolante. La consapevolezza di aver prodotto un decoro è motivo di grande soddisfazione soprattutto in considerazione del fatto che la gestualità, talune tecniche e criteri sono gli stessi di tanti secoli fa, si ha così la sensazione di aver fermato il tempo eseguendo un'operazione che personalmente mi arricchisce, mi distende e mi gratifica. Vorrei che la conosceste anche voi!
La scoperta e l'uso della ceramica risalgono agli albori della storia e sono il frutto della terra fissata nella sua forma dal fuoco. Il prodotto più raffinato degli elementi che costituiscono la ceramica è la PORCELLANA: caulino e feldspato amalgamati dai Cinesi fino al perfetto equilibrio dei due elementi arrivano in Europa tramite gli scritti di Marco Polo nel XIII secolo.
Soltanto nel XV secolo i missionari gesuiti ne importarono in Europa alcuni esemplari decorati in bianco e blu, gli Italiani furono i primi a conoscerli. La sua composizione rimase a lungo un mistero ed anche per questo motivo ad essa venivano attribuite virtù magiche. In effetti, grazie alla sua compattezza, "l'oro bianco" non favorisce la formazione di batteri e, a prescindere dalle sue virtù, era ritenuta preziosissima e molto ambita. Se ne inizia l'importazione e il commercio in Europa nel XVII secolo; carissima ed accessibile a pochi se ne ricercò a lungo la formula della composizione attraverso infiniti tentativi non altrettanto riusciti sia per colore che per consistenza. Con la produzione europea si diffuse l'uso di vasellame e oggetti in porcellana tenera anche tra i borghesi finché nel secolo successivo un certo Bottger raggiunse la giusta alchimia della porcellana creando per Augusto il Forte, Elettore di Sassonia, il primo vero oggetto in porcellana dura, come quella cinese, il cui segreto rimase patrimonio esclusivo della Manifattura di Meissen in Sassonia e si ispirava per forme e decorazioni a quella di tradizione cinese. Inganni, angherie, lucro, ruotarono a lungo intorno all'arcano finchè non arrivò alla Manifattura di Vienna e successivamente in tutta Europa.
In Russia, invece la porcellana dura fu prodotta attraverso proprie sperimentazioni. Ancora oggi l'antica Manifattura di Meissen conserva un assoluto indubbio valore e sempre a Meissen che Horoldt aprì quello che oggi chiameremmo uno studio di pittura su porcellana e impose il suo stile, in parte ispirato ai modelli dell'Estremo Oriente, per poi passare al barocco, neoclassico e via di seguito. Attraversando il XIX secolo gli stili precedenti si mescolarono amalgamandosi per giungere ai motivi sinuosi dell'inizio del nostro secolo fino ai nostri giorni in cui la ricerca di nuove soluzioni prosegue.
La scoperta dei risultati dopo la cottura in forno a 750°C, anche per chi non ha attitudini grafiche, costituisce un momento formativo assolutamente entusiasmante e stimolante. La consapevolezza di aver prodotto un decoro è motivo di grande soddisfazione soprattutto in considerazione del fatto che la gestualità, talune tecniche e criteri sono gli stessi di tanti secoli fa, si ha così la sensazione di aver fermato il tempo eseguendo un'operazione che personalmente mi arricchisce, mi distende e mi gratifica. Vorrei che la conosceste anche voi!

LA DECORAZIONE A TERZO FUOCO
Questo tipo di decorazione detta anche "sopra vetrina" o " a muffola" si ottiene applicando i colori sull'oggetto già invetriato e quindi sottoposto a due precedenti cotture: dopo la decorazione l'oggetto sarà sottoposto ad una (o più) successiva cottura ad una temperatura media di 760°C.
Non è possibile dare un valore definito di temperatura in quanto ogni colore ha una sua ottimale temperatura di vetrificazione.
I colori usati sono essenzialmente degli ossidi metallici con aggiunta di un fondente e si presentano come polveri che si miscelano con resine e liquidi oleosi in buona parte ottenuti dalla distillazione di vegetali.
La decorazione a terzo fuoco non presenta particolari difficoltà in quanto i colori sono reperibili facilmente nei colorifici che spesso dispongono di forno di cottura conto terzi.
Alcune regole da rispettare
Alcuni colori sono incompatibili e non possono essere mescolati insieme: ad esempio non mescolare mai il rosso con il giallo poiché in cottura quest'ultimo tenderà a scomparire.
Il colore rosso deve essere cotto a temperature relativamente basse (720 °- 740°) poiché a alte temperature tende a bruciare divenendo grigiastro; il rosa, al contrario, deve essere cotto ad alta temperatura, se questa non è sufficiente prende una sfumatura marrone molto sgradevole.
Quando dovete fare il tamponato preparate il colore in quantità ampiamente sufficiente poiché è assai difficile ottenere una identica sfumatura ed intensità.
Un’altra regola da rispettare è il metodo dell’inclinazione dell’oggetto rispetto al tavolo di lavoro.
Questo metodo era usato nella vecchia fabbrica RICHARD GINORI.Per effettuare dei lavori di decoro su porcellana è fondamentale conoscere la tecnica.
Decoro di porcellana dicesi anche “Terzo fuoco”.
Si dice anche terzo fuoco perché essa passa attraverso tre fasi. Una prima cottura del biscotto grezzo, dopo la smaltatura per poter effettuare la decorazione e dopo la decorazione vera e propria.La porcellana risponde alle esigenze della mano ferma e precisa. La precisione è una cosa fondamentale da acquisire.
La porcellana è composta di una serie numerosa di oggetti che vanno dai piatti, ai vassoi, alle tazzine, alle zuppiere, ecc..
Ma si puo’ decorare la porcellana anche in un altro modo. Ad esempio, usando della ceramica smaltata ovvero trattata con smalto che la rende una superficie liscia si possono effettuare anche dei lavori personalizzati. Ad esempio. Lavorare dei pannelli decorativi rappresentando tutto quello che la fantasia può suggerire.
Si possono decorare cornici, e bordi in porcellana da supporto in qualsiasi elemento.
Per effettuare un corretto uso dei pennelli e dei colori è basilare capire l’importanza del rapporto fra pennellata e quindi i risultati ottenuti e il giusto rispetto per lo sperpero dei colori. I colori costano molto. E i pennelli verosimilmente seguono lo stesso destino.
Occorre, quindi, far proprio il concetto di pennellata.Decorare la porcellana può essere affascinate per i risultati ottenuti e quindi occorre impegno e tenacia. Chiunque puo’ ottenere dei discreti successi.Dipingere su una base liscia non è così semplice come puo ‘ apparire ad un occhio sprovveduto. Come del resto dipingere il vetro o qualsiasi superficie liscia occorre metodo, tecnica, abilità manuale e praticità. Tutte queste capacità, si ottengono, sviluppando delle doti che per alcuni soggetti possono essere innati e per altri dovranno essere acquisiti.
In particolar modo il decorare la porcellana predispone il soggetto ad una visione ed ad una effettiva calma interiore. Generalmente chi si accinge a decorare predispone il proprio animo alla calma riflessiva.
Riflettere quindi, sul metodo e sulla tecnica e sull’ approccio metodico.Solo,successivamente si possono fare grandi progetti per grandi manualità.Ognuno puo’ nel suo piccolo essere un Giotto,un Michelangelo ecc. Occorre tenacia e predisposizione alla tenacia i vostri piccoli lavori possono essere dei grandi lavori se fatti con amore.Decorare la porcellana puo’ essere un amore a prima vista come puo’ essere un odio a prima vista, generalmente le statistiche, fortunatamente ci dicono che predomina il primo approccio se attuato con mente serena e razionale.
Un elemento fondamentale da rispettare deve essere sempre e comunque è la pulizia. La perfetta pulizia degli oggetti usati e l’ordine nel riporre e usare gli oggetti.
La pulizia risulta essere fondamentale perché in cottura i colori possono subire modificazioni. Se, per scarsa igiene si lascia il lavoro esposto alla polvere , dopo pochissimo tempo il decoro è pieno di polvere , essa è impossibile da eliminare e allora successivamente va cancellato perché in cottura si brucerebbero tutti i residui e lascerebbero scoperto delle parti bianche di porcellana.
Usare i pennelli in modo corretto è fondamentale. Fondamentale è l’uso dei tre pennelli principali, in visione della pennellata, del colore, dell’essenza grassa , della trementina,e infine a decorazione avvenuta della cottura.
Per praticità suddivideremo in piu’ punti la spiegazione.

Primo punto
Spiegazione dei pennelli , mestichino, e tornio e spolvero, attrezzi in genere.

Secondo punto
Spiegazione dell’essenza grassa.

Terzo punto
Spiegazione dei colori.

Quarto punto
Spiegazione della funzione della Essenza Pura di Trementina (o Acqua Ragia

Quinto punto
Spiegazione del procedimento della cottura e dell’uso del Forno per la cottura

* I° Punto



I PENNELLI.
I pennelli che si usano sono generalmente tre e sono costituiti da pelo di martora.
Essi sono: il* Corpo e Punta,* lo Squadratino e il pennello per *Contorno ( o da decorazione).
Il pennello corpo e punta , ha appunto un corpo centrale e una punta . Esso può avere molti numeri di gradazione , quindi diverse grandezze. Lo si usa molto , per fare quasi tutto, contorni piccoli e ben delineati ecc.
Il pennello squadratino , molto difficile da usare nelle giuste gradazioni ,si usa generalmente per fare dei fiori o particolari da riempimento.
Il pennello da decorazione ha una forma allungata e lo si usa per contorni piu’ o meno accentuati.
Esistono ovviamente anche altri pennelli che sono il* punzecchio che serve per “punzecchiare” la porcellana per effettuare le sfumature necessarie .
Esiste il *pennello a scarpa che serve solo ed esclusivamente per effettuare la filettatura.I pennelli vanno lavati e posizionati con cura, alla fine di ogni impiego.
Vanno immersi con movimento rotatorio nell’acqua ragia, per effettuare la pulitura.
Dopo averli lavati accuratamente per eliminare ogni residuo di colore occorre immergerli in un contenitore con poco alcol per effettuare la completa pulitura. In tal modo i pennelli si conserveranno perfettamente puliti e lisci per i giorni successivi.
Questa operazione viene effettuata solamente a fine lavoro, perché l’alcol potrebbe nuocere sul colore.
Dopo vanno posizionati in modo lineare (con il pelo all’insù) e nell’apposito bicchiere .
L’uso corretto dei tre pennelli implica un approccio relazionale di fiducia nelle proprie capacità. Riuscire a saper fare “qualcosa” subito , non vuol dire necessariamente essere dei geni mancati e quindi decidere velocemente che si è già arrivati ad un punto di poter scegliere tutto e subito.
Di fondamentale importanza risulta essere la percezione della gradualità necessaria e fondamentale dei numerosi passaggi ripetitivi che verranno effettuati.
Il mestichino è l’attrezzo fondamentale per mescolare i colori già preparati.
Il mestichino ideale è quello che si piega agevolmente favorendo un morbido mescolamento del colore.
I mestichini possono essere di varie lunghezze. Generalmente quelli piu’ lunghi sono i più maneggevoli, perché si piegano sino a formare un angolo.Anche il mestichino va lavato con cura prima con acqua ragia e dopo con alcol.

Il tornio non elettrico (quest’ultimo lo si usa generalmente per creare e modellare l’argilla) e a piedistallo risulta essere perfetto per poter effettuare tutti i decori che si vogliono fare ma anche poter effettuare la filettatura. Il filetto è una linea che va fatta anche doppia e a piu’ gradi ( all’interno del piatto o dell’oggetto o all’esterno).Il tornio da tavolo è poco pratico per la porcellana ed è quindi sconsigliato.
Quindi il tornio si usa per delineare in modo preciso i filetti in genere.

* Lo spolvero serve per creare il disegno. E’ fatto di carta lucida .Dapprima viene riportato il disegno sopra con una matita e dopo viene bucato con un punteruolo.
Poi si passa sopra del carbone che in cottura non reca danni perché brucia e si visualizza il disegno appena accennato.

Per quanto riguarda altri attrezzi in genere , il punteruolo ,risulta essere un attrezzo molto utile.Esso viene usato per “punzecchiare” la carta lucida e trasparente, ovvero lo spolvero.E’ costituito da un ago infilato in un manico in legno o metallo.
Un altro attrezzo utile è un altro tipo di punteruolo con punta fine adoperato per grattare via dei pezzettini di colori del decoro che potrebbero arrecare danno o una brutta estetica .

* II° Punto.

ESSENZA GRASSA
La funzione dell’essenza grassa risulta essere di fondamentale importanza per effettuare il decoro . essa viene utilizzata per mescolare nella giusta misura essa insieme al colore e all’essenza pura di trementina.
L’essenza grassa è la risultante dell’essiccamento per lunghi giorni di acqua ragia pura. Infatti la lenta evaporazione di quest’ultima in contenitori grandi e larghi ,comporta in ultima analisi, una sostanza grassa, che è appunto l’essenza grassa.
Di solito viene presa una quantità minima e dosata in modo nella misura di un terzo della parte completa del mucchietto di colore appena posizionato. In tal modo, secondo questo procedimento si ottiene una essenza morbida e densa al punto giusto per effettuare la pennellata.
Non bisogna mai eccedere nella quantità perché essa risulta “ingrassare” in modo eccessivo il preparato e ottenendo una miscela finale troppo blanda e inutilizzabile. Quindi, uno spreco eccessivo di colore.Infatti ,una volta che il preparato risulta essere troppo blando si puo’ solo cestinare. A nulla servono i tentativi per riutilizzarlo.
Quindi, il giusto dosaggio della preparazione e quindi del giusto equilibrio dell’essenza grassa e del colore risulta essere fondamentale per un corretto uso del decoro.

III° Punto

I COLORI.
I colori per cottura della porcellana rappresentano la cosa piu’ bella da utilizzare ,perché ci si puo’ sbizzarrire come ci pare una volta percepiti i primi rudimentali approcci.
I colori hanno varie gradualità che si possono osservare nel campione.
I colori hanno un codice identificativo che deve essere esibito tutte le volte che lo si vuole ricomprare. Sbagliare codice vuol dire sbagliare la resa del lavoro .I colori hanno solo uno svantaggio ,ed è quello che purtroppo costano troppo.
Un corretto uso implica un metodo costante della mentalità del non sperpero.
Dosare la polverina colorata nella quantità idonea risulta essere il miglior metodo.
I colori vanno presi con la punta del mestichino ,dagli appositi barattoli e posizionati a mucchietti sopra la lastra di porcellana o di vetro.
Dopo , si procede a d acquisire , sempre con la punta del mestichino un pizzico di acqua ragia naturale , mescolare il tutto con determinazione affinché non rimangano grumi.
Adesso inizia il procedimento del “mesticare”.
Il mesticare è tale quando si piega il mestichino quasi fino a ottenere una curva a U. Se si effettua tale mossa il colore si libera da eventuali grumi fastidiosissimi .
Una volta mesticato il colore cosi ottenuto si procede al prelievo dell’essenza grassa nella misura di una punta di mestichino e lo si posiziona al di sopra del colore preparato.
Dopodiché si procede ad estrarre solo un quarto dell’effettiva dose. Un quarto che viene mescolato insieme al colore già mesticato. Una volta ottenuta una miscela densa ma fluida al punto giusto si può passare ad effettuare la pennellata.

IV° Punto

ESSENZA PURA
DI TREMENTINA

Essa viene utilizzata esclusivamente per mescolare il colore, per lavare i pennelli, per pulire la piastra di lavoro contenete i colori , per “creare” l’essenza grassa.

V° Punto
LA COTTURA E IL FORNO
Tutti gli oggetti decorati di porcellana hanno bisogno di essere fissati nel tempo. Per effettuare un fissaggio resistente a tutte le intemperie occorre cuocere i colori a 750°.
Questa temperatura puo’ leggermente oscillare ma generalmente ci si attiene a quella. Per cuocere gli oggetti con decori in oro occorre una temperatura piu’ alta.
La cottura è fondamentale e i risultati ottenuti sono a volte sorprendenti e molto diversi dalle nostre speranze . Spesso gli errori si correggono con il tempo e con la tenacia.
Gli errori piu’ comuni sono: o colore troppo grasso o troppo secco. O ancora colore impastato con polvere, peli e elementi che in cottura bruciano e lasciano il segno bianco della porcellana sotto.
Una volta cotto l’oggetto si può anche mangiare sopra ( se è un piatto) si può tranquillamente lavare con acqua bollente, si può macchiare quanto lo si vuole ma il colore resterà indelebile nel tempo, solo la rottura della porcellana comporterà la fine dell’esistenza dell’oggetto.

La cottura avviene in un forno per porcellana e ceramica.
La cottura avviene per gradi e lentamente A 750° ed avviene nel giro di 7 o 8 ore. Generalmente si cuoce la notte per provvedere al raffreddamento nella mattinata, che deve avvenire per altre 5, 6 ore.
Il forno può essere di varie grandezze e di vari tipi.Il forno che useremo e conosceremo è il forno Modulare chiamato a Pozzetto.E’ un forno che lo si può usare tranquillamente a casa e non ingombra.
Il forno che ci appresteremo a visionare è un forno fatto ad anelli sovrapponibili che si aggiungono a seconda della quantità degli oggetti da cuocere.
Il forno ha un computer che si programma all’inizio di ogni cottura. Esso provvede a tutto. Alla cottura con il giusto grado di temperatura e al raffreddamento con indicatore di temperatura esterno al forno stesso.
Il forno modulare è molto semplice da utilizzare. Esso è provvisto di materiale refrattario (cioè materiale che mantiene il giusto grado di calore all’interno senza disperderlo inutilmente all’esterno.
Il forno è provvisto completo di altro materiale refrattario , in quanto i vari materiali di vari dimensioni, servono da divisori per poter sovrapporre i vari lavori senza farli appoggiare gli uni agli altri.
Ovviamente il costo del forno è maggiore al costo dei colori e dei materiali insieme.



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